
Ringraziamo “Il Biellese” per aver raccontato e dato spazio all’incontro “Meglio di niente? No.”, che si è svolto venerdì 30 gennaio 2026 allo spazio HYDRO di via Cernaia.
L’incontro ha visto la partecipazione di quasi cento persone e numerosi interventi dal pubblico. Una sala piena, un confronto attento e partecipato, che ha dimostrato una cosa molto semplice ma spesso dimenticata: su temi che riguardano il futuro della città esiste un bisogno reale di discussione pubblica.
In apertura la proiezione del documentario “L’ospedale senza infermi” di VideoAstolfoSullaLuna, che ringraziamo per il lavoro svolto e la disponibilità a partecipare, ha restituito memoria e complessità a un luogo centrale della città.
Il nostro grazie più sentito va anche a tutte e tutti coloro che sono intervenuti, contribuendo con riflessioni, domande, proposte e punti di vista diversi.
L’incontro ha messo a fuoco una questione di fondo: non si tratta solo di decidere cosa fare dell’ex ospedale e dell’area su cui insiste, ma di interrogarsi su come si prendono le decisioni che riguardano Biella.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a scelte importanti che hanno inciso sul volto della città senza che si aprisse un vero confronto pubblico. Non è una questione di essere favorevoli o contrari a singoli progetti, ma di metodo: la discussione, il coinvolgimento, la costruzione collettiva non dovrebbero essere un’eccezione, ma la regola.
Ragionare sul futuro dell’ex ospedale significa anche allargare lo sguardo. Recuperare uno spazio non vuol dire solo intervenire sugli edifici, ma decidere che ruolo avrà quel luogo e che tipo di città vogliamo contribuire a costruire.
Una funzione pensata per la sola comunità locale pone esigenze diverse rispetto a un servizio che si apre all’esterno e porta persone da fuori: cambiano i termini delle questioni dei collegamenti, dei trasporti, dell’accoglienza, dell’impatto sul commercio e sulla vita del centro storico.
C’è poi una dimensione più profonda, che riguarda l’identità.
Un luogo simbolico come l’ex ospedale contribuisce a definire l’immagine di Biella, dentro e fuori. Può limitarsi a chiudere una parentesi oppure aprire una nuova narrazione, capace di tenere insieme storia, innovazione, cultura, socialità.
In Italia e in Europa non mancano esempi che dimostrano come la rigenerazione urbana possa diventare un’opportunità collettiva quando nasce da una visione condivisa. Il filo comune non è la funzione scelta, ma il percorso: la rigenerazione non è solo edilizia, è partecipazione e progetto.
Come Comitato M come Matteotti non intendiamo proporre soluzioni preconfezionate. Al contrario, vogliamo che questo incontro rappresenti l’inizio di un percorso di dialogo aperto, che coinvolga cittadinanza, associazioni, realtà culturali, sociali ed economiche e istituzioni.
Crediamo che Biella abbia le competenze, le energie e l’intelligenza collettiva per immaginare il proprio futuro.
La domanda non è se discuterne, ma quando e come iniziare a farlo davvero.
Noi ci siamo.
La porta è aperta.