Nell’ultimo Consiglio comunale il consigliere del Movimento Cinque Stelle Karim El Motarajji ha presentato un’interrogazione al Sindaco di Biella, firmata da M5S e Partito Democratico e supportata da Alleanza Verdi e Sinistra, sul tema della revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e della contemporanea attribuzione della stessa a Giacomo Matteotti e a Iside Viana.
Il Comitato M come Matteotti accoglie con favore questa iniziativa delle opposizioni consiliari. La questione rimane di piena attualità: un anno fa 723 cittadine e cittadini firmarono la nostra petizione in pochi giorni, e oggi quella voce è cresciuta fino a 1.354 firme verificate. Persone di ogni età, orientamento e provenienza che continuano a chiedere un atto di coerenza istituzionale. In un momento storico segnato da conflitti e instabilità internazionale, riteniamo che una città decorata con la medaglia d’oro al valor militare per il contributo alla lotta di Liberazione abbia gli strumenti e la responsabilità di esprimere con chiarezza il proprio legame con i valori di pace, democrazia e libertà.
Prendiamo atto della risposta del Sindaco Olivero. Ci permettiamo tuttavia di osservare che la funzione di primo cittadino è rivolta all’intera comunità biellese, indipendentemente dall’orientamento politico di chi ha contribuito all’elezione. Le istituzioni del Comune partecipano ogni anno a cerimonie e manifestazioni che rendono omaggio ai caduti per la Libertà e ai partigiani: da piazza Martiri della Libertà ai momenti commemorativi legati alla Festa della Liberazione. Questa coerenza istituzionale è un valore che il Comitato considera imprescindibile.
Il tema della cittadinanza onoraria non è una provocazione né un esercizio retorico: è una domanda di senso che oltre 1.300 persone hanno posto con una firma. Onorare Giacomo Matteotti — parlamentare ucciso dai fascisti dopo aver denunciato pubblicamente i brogli elettorali — e Iside Viana — militante antifascista originaria di Candelo, arrestata nel 1928 e morta nelle carceri fasciste il 22 novembre 1931, a soli pochi anni dalla condanna, per le durissime condizioni di detenzione — non è un gesto divisivo: è un atto che dovrebbe unire, proprio come uniscono le cerimonie e i luoghi della memoria che la città già celebra.
Il Comitato M come Matteotti continuerà a portare avanti questa istanza nelle sedi opportune, nella convinzione che i valori della Resistenza non siano patrimonio di una parte politica, ma dell’intera cittadinanza.